Warning
  • Direttiva EU sulla e-Privacy

    Questo sito fa uso di cookies tecnici per gestire il login, la navigazione ed altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, date l'assenso a che questi cookies vengano salvati sulla vostra macchina.

    Guarda la Privacy Policy di Cercat

Povertà, in Puglia crescono gli investimenti PDF Stampa E-mail

Una ricerca di Iress e Escoop evidenzia maggiori investimenti sulle povertà

Si chiama Pol.I.S. (politiche per l’inclusione sociale) il progetto che indaga le nuove povertà e i rischi di marginalità sociale connessi alla crisi economica e del mercato del lavoro. Sono stati presentati le scorse settimane a Bari, presso la sede dell’assessorato regionale al Welfare, i risultati di una complessa ricerca che ha riguardato tutti i territori pugliesi, da sud a nord e a cui hanno contribuito sia referenti del pubblico, sia del privato sociale e soprattutto 127 beneficiari degli interventi per il contrasto alle povertà. A realizzarla, Iress (Istituto regionale emiliano-romagnolo per i servizi sociali e sanitari) assieme ad Escoop (European Social Cooperative). Molti i temi caldi sia sul fronte dell’emergenza, sia su quello dell’inserimento sociale e lavorativo.

 

Nel complesso, la Puglia presenta una spesa media pro-capite di 63 euro, pari al 53% di quella media nazionale (118 euro); nel 2003 spendeva 39 euro (il 43% della media nazionale). La quota pro-capite pugliese è il 120% di quella media del Sud (nel 2003 era pari a quella del Sud). All’interno della Puglia, la quota di spesa più elevata si riscontra nella provincia di Bari (120% rispetto alla media regionale) e quella più contenuta nella provincia di Foggia (75% rispetto alla media regionale). Per quanto riguarda in modo specifico le politiche per povertà, disagio adulti e senza dimora, la Puglia presenta una spesa media pro-capite di 10 euro, pari al 67% di quella media nazionale (15 euro); nel 2003 spendeva 4 euro (il 40% della media nazionale). La quota pro capite pugliese è il 143% di quella media del Sud (nel 2003 era pari a quella del Sud).

 

All’interno della Puglia, la quota di spesa più elevata si riscontra nella provincia di Bari (150% rispetto alla media regionale) e quella più contenuta nelle province di Foggia e Lecce (50% rispetto alla media regionale). Dunque, tra 2010 e 2013 sembra emergere un doppio movimento della spesa sociale locale in Puglia: in primo luogo essa cresce, in secondo luogo porta la regione ad incrementare sensibilmente la quota media registrata al Sud. Sullo sfondo, tuttavia, persiste una notevole distanza dalla spesa media nazionale. Dal punto di vista del sistema, la ricerca evidenzia come occorra ancora affrancarsi dalla logica assistenzialistica, mettendo in relazione le varie policies che sono collegate alle politiche di welfare e cioè quelle del lavoro, abitative, educative, investendo molto sulle professioni sociali stabili e dedicate nel tempo. Ma occorre anche investire maggiormente nella partecipazione, passando dalla logica prestazionale al lavoro di comunità.

 

La ricerca mette in evidenza non solo il rapporto ancora di delega tra pubblico e privato, ma anche una sostanziale frammentazione del terzo settore con una scarsa capacità di fare squadra e costruire reti. Sul versante della programmazione, mancano ancora strategie sistemiche che mettano assieme le varie politiche e intervengano con programmi strutturati multilivello mentre la spesa non sempre è omogenea: si riscontrano ancora molte differenze di investimenti tra i vari Comuni e non sempre i finanziamenti sono spesi con continuità.

 

Fonte: www.spaziosociale.it